RISTORAZIONE COLLETTIVA IN DIFFICOLTÀ

Gli operatori della Ristorazione Collettiva sono nel nostro Paese oltre 97.000, questo reparto sta soffrendo la sospensione dei servizi e dei relativi costi, nonché l’aumento dei costi dei dispositivi di protezione. Secondo gli esperti, che lavorano nel settore, c’è il reale pericolo per 20.000 lavoratrici e lavoratori di perdere il proprio lavoro a causa di queste chiusure.

Una situazione di emergenza che rischia seriamente di compromettere per sempre un importante comparto dell’economia italiana.

Il turismo e la ristorazione restano nella grande incertezza rispetto alle modalità e alle forme di sostegno che permetteranno al personale di tornare al lavoro.

Il lavoratori del settore reclamano necessarie e urgenti soluzioni che il governo nazionale deve mettere in atto per garantire una giusta ripartenza. Parliamo di persone e famiglie intere che non hanno anticipi di FIS/CIGD e sono senza soldi da Marzo e non possono essere lasciate nell’indifferenza.

Nelle cooperative di ristorazione il fondo di reintegrazione salariale non garantisce una copertura sufficiente, occorre una semplificazione nell’accesso al FIS e/o cassa integrazione, con accordi di carattere generale in un quadro di riferimento chiaro in tutti i territori la possibilità di applicare la retroattività degli ammortizzatori che verranno riconosciuti.

Serve con urgenza un sostegno economico e un prolungamento degli ammortizzatori sociali che vada a coprire tutto il periodo necessario a gestire questa crisi.

La dignità dei lavoratori dovrebbe essere sempre al primo posto e senza distinzioni di categoria.

F.L.A.I.C.A. Uniti – C.U.B.
Federazione lavoratori agro-industria commercio ed affini uniti
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